Musica e Spettacolo
C´era una volta ....
Fingere, mascherarsi, immaginare, disvelare. Nel gioco delle ombre entra in scena l’altra realtà, quella “senza tempo” e “senza spazio” delle nostre figure archetipe. Danzano sulla scena fate e streghe, gnomi e folletti affollano i boschi dell’immaginazione, giullari e saltimbanchi si inchinano tintinnando alla corte di re e regine. Mentre si intrecciano i corpi dei mimi, cantastorie strimpellano lungo le vie di borghi antichi, marionette sbatacchiano mani e testa sul bordo del teatrino.
E attoniti i bambini sgranano gli occhi e ridono, mentre gli adulti di nascosto sognano. Si apre il sipario sul Teatro per Ragazzi e Giovani in Emilia-Romagna. Un modello culturale cresciuto fin dalle sue origini, nei primi anni settanta e conosciuto in Europa attraverso la presenza frequente delle compagnie regionali nei Paesi della comunità, i festival, gli scambi internazionali, le coproduzioni. Per “costruire la ricerca”, costruire una cultura oltre i confini del palcoscenico, parlare il linguaggio universale dei gesti, dei simboli, delle metafore.
Ecco allora che il mestiere del burattinaio diventa arte, le ombre della tradizione orientale rompono il muro della razionalità occidentale, la scena esce dal teatro, si inventa un nuovo rapporto fra attori, registi e drammaturghi, l’applauso arriva da un pubblico bambino.
E così la terra emiliano-romagnola si rende visibile sui palcoscenici internazionali,
ritagliandosi uno spazio importante all’interno dello spazio poetico, stilistico e sociale del
teatro italiano.
Centri stabili e compagnie
famose nel mondo
Cinque centri stabili di Teatro Ragazzi e Giovani e una miriade di compagnie il cui lavoro tocca più di un aspetto: dai burattini alla narrazione, al teatro di strada, d’attore e d’immagine. È il teatro per ragazzi in Emilia-Romagna. Si incontrano lungo la via Emilia, da Piacenza al mare. Gioco Vita, guidato da Diego Maj, è nato nel 1970 come gruppo “impegnato” di animatori di bambini. E da Piacenza il “regno delle ombre”, sapientemente animato, dagli attori, ha preso il volo in tutto il mondo, così come a Parma il Teatro delle Briciole, che organizza fra l’altro il Festival “Vetrina Europa”. E ancora ci sono il Teatro Evento di Vignola e la Baracca-Teatro Testoni Ragazzi di Bologna, che nel 1991 ha costituito la prima rete europea dei Centri culturali e artistici per l’infanzia e la gioventù, e segue in particolare, un progetto dedicato ad “Arte e infanzia”.
Infine c’è l’Accademia Perduta-Romagna Teatri di Forlì, che svolge una diffusa attività di produzione e gestione in tutta la Romagna. Centri che hanno permesso l’allargamento delle strutture al territorio, il lavoro di formazione del pubblico, l’apertura verso l’Europa. Non mancano, inoltre, compagnie di burattinai famosi sulla scena internazionale e attori esperti del teatro di figura. Ne citiamo solo alcuni. A Reggio Emilia è possibile applaudire il teatro “Il Setaccio” di burattini e marionette di Otello Sarzi. La Compagnia del Pavaglione propone a Bologna le tradizionali maschere emiliane, Fagiolino e Sganapino, e così Romano Danielli, fondatore del Teatro Bolognese, che porta in piazza il dottor Balanzone e Pantalone. Dalla Romagna i Burattini balneari di Erio Maletti sono divenuti protagonisti dei palcoscenici e delle piazze di tutto il mondo da oltre 40 anni, e il Centro Teatro di Figura di Cervia, che ha avviato un importante lavoro di recupero ed esposizione museale di raccolte storiche di burattini, oltre ad organizzare il Festival internazionale“Arrivano dal mare”.