Musica

Musica e spettacolo


Il Maestro Arturo Toscanini L’articolato profilo della vita musicale in Emilia-Romagna risponde ad una vocazione e soprattutto ad una gradazione di rapporti. Un reticolo di disponibilità al dato artistico e teatrale diversamente ed ampiamente diramate nel tempo, attraverso momenti storici fortemente caratterizzati. Basterebbe ricordare l’intero territorio come luogo di corte, ideale riserva dove la civiltà musicale si delinea attorno all’opera delle grandi dinastie regnanti, come gli Estensi a Ferrara e a Modena, lo Stato Pontificio a Bologna (già a quei tempi uno dei centri musicali della penisola e feconda intermediaria di scambi culturali tra Nord e Sud), i Farnese, i Borboni e gli Asburgo per Parma e Piacenza: tutte presenze ed eredità che convogliano il peso specifico di un’attitudine musicale nel vivo di concreti progetti, strutture amministrative volute e realizzate per una ottimale gestione dell’offerta e della richiesta musicale: indicazioni organizzative destinate a dare frutti duraturi, che immediatamente proiettano il modello culturale padano verso i centri internazionali del pensiero, delle mode e delle idee.


Teatro Giuseppe Verdi, XIX sec., Busseto;
Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna Arturo Toscanini;
Luciano Pavarotti e l'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna Arturo Toscanini



Teatro Romolo Valli, XIX sec.,
Reggio Emilia Assetto di una civiltà musicale che dal patrimonio condiviso di un sentire collettivo ha punti di riferimento, di identificazione, nel carattere forte di personalità come Corelli, Paganini (alla cui attività in seno all’Orchestra Ducale di Parma nella prima metà del sec. XIX sono ancora legate le prime disposizioni di quello che sarà il moderno concetto di orchestra), padre Martini (presso quest´ultimo si perfezionava W.A. Mozart, che nel 1769 arrivava a Bologna e conseguiva brillantemente la prova per essere membro effettivo dell´Accademia Filarmonica Felsinea), Rolla, Paer sino a Toscanini e Pizzetti, ma in particolare una regione che nel nome di Verdi - che è solo il più importante episodio, l’apice, di una lunga corona di esperienze musicali memorabili - ha saputo catalizzare e guidare le tante energie vaganti attorno al gran ceppo del melodramma verso le coordinate e le direttrici della cultura mitteleuropea.

Un modello culturale che vive e produce
Teatro Regio, XIX sec., Concerto diretto da G. Gavazzeni,
Messa di Requiem di G. Verdi, Parma
Le strutture che operano oggi in questa regione sono l’espressione vera della sua storia culturale: la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, i sei teatri di tradizione di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Ravenna, una miriade di teatri storici di medie e piccole dimensioni, l’Associazione Teatrale Emilia-Romagna, prima espressione di un disegno associazionistico regionale nato come esigenza di coordinamento progettuale e produttivo, che ha creato i presupposti per la nascita di Aterballetto e dell’Orchestra regionale, e, da ultimo, la Fondazione Arturo Toscanini, ente di produzione musicale della Regione che si occupa della gestione dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna, dedicata all’attività di servizio al territorio, sia in campo concertistico e operistico che nel settore “educational” dedicato al mondo della scuola, e della Filarmonica Arturo Toscanini, complesso d’eccellenza esecutiva di livello internazionale, che rappresenta il contributo dell’Emilia-Romagna al ristretto novero delle grandi orchestre sinfoniche italiane.
 


Teatro Comunale, XIX sec., Carpi Tutti questi organismi costituiscono i diversi segmenti del variegato sistema produttivo regionale, dispiegato per raccogliere e imprimere nuovo sviluppo all’eredità storica e culturale di questa terra.