Beni naturali e culturali
Un tempo c’erano le “Camere delle meraviglie”, collezioni private di oggetti rari, preziosi o esotici. Oggi molte di quelle meraviglie sopravvivono nei musei che, pescando nel mare del patrimonio artistico, culturale, naturale di una nazione o di una regione, selezionano e ordinano oggetti e percorsi.
È inutile insistere sulla ricchezza di questo patrimonio (per ogni oggetto esposto, molti altri meno importanti, ma ugualmente significativi, vivono una vita appartata nella penombra dei depositi). Basta del resto pensare alla quantità di musei che una regione come la nostra può vantare.
Sono più di quattrocento (la banca dati dei musei della regione è consultabile sul sito www.ibc.regione.emilia-romagna.it), e spaziano dai grandi contenitori di beni archeologici e artistici ai piccoli musei di paese che conservano reperti e memoria storica di altrettanti microcosmi, dai musei scientifici, primi fra tutti quelli universitari, ai musei “curiosi”, delle figurine, dei soldatini, della tappezzeria, degli artisti naïf, delle barche (ovviamente all’aperto, a dondolare su un porto canale), delle bilance. Ci sono musei fatti di una stanza (in omaggio anche al campanilismo dei piccoli centri) e musei che si distendono a coprire un territorio (il delta del Po, la valle del Trebbia) la cui densità culturale
- di una cultura fatta di case, pietre, acque, piante - mal si presterebbe a selezioni o a gerarchie disciplinari.
Ci sono musei che espongono capolavori e quelli che allineano diligentemente gli strumenti più consueti del lavoro e della vita quotidiana; musei che affondano nella nostra storia più remota e altri che ripropongono una storia recente, che ha echi quasi familiari. L’invito è a non liquidarli, grandi o piccoli che siano, come una parentesi noiosa e scolastica (tutti in fila per ammirare controvoglia la solita mummia egiziana, l’enigmatico fegato divinatorio etrusco, Guido Reni e la famiglia allargata del Carracci, la spina dorsale di una balena del Pliocene o vecchie camicie garibaldine). La vita è anche lì, non solo altrove.
Dai Carraci alle case museo di Verdi e Toscanini
Scuole pittoriche e grandi artisti in mostra nei musei della regione. Sotto i portici bolognesi dell’Accademia di belle arti, la Pinacoteca nazionale conserva, tra le tante opere di alto valore artistico, dipinti dei Carracci come, la “Madonna degli scalzi”, firmata da Ludovico, e la “Strage degli innocenti” di Guido Reni. E ancora il Museo civico medievale, la Galleria d’arte moderna e i Musei universitari. Appena fuori dal capoluogo, a San Marino di Bentivoglio, il Museo della civiltà contadina racconta la terra emiliana, mentre per capire il carattere romagnolo basta visitare il Museo degli usi e dei costumi della gente di Romagna a Santarcangelo (Rimini). Un’altra Pinacoteca a livello nazionale è a Ferrara, Palazzo dei Diamanti, esso stesso capolavoro architettonico di rara bellezza.
Nella città estense tesori da scoprire sono racchiusi nelle stanze del castello e al Museo civico di Palazzo Schifanoia. Ravenna mostra gli antichi splendori dell’età bizantina al Museo nazionale e al Museo della Città. A Modena si visita la Galleria Estense e il Museo civico di storia e arte medievale e moderna; a Parma, dopo una visita alla Pinacoteca nazionale nel Palazzo della Pilotta, è d’obbligo rendere omaggio a Toscanini e a Verdi bussando alle porte delle rispettive case-museo, la prima in città, la seconda a Busseto. Piacenza offre l’“Ecce homo” di Antonello da Messina nella Galleria “Alberoni” e i musei civici nella splendida cornice di Palazzo Farnese.
Dai beni culturali, poi, ai beni naturali, racchiusi in percorsi spesso poco conosciuti: Ferrara, Faenza, hanno i loro musei di scienze naturali; cosi come la natura è “esposta” al Museo delle valli di Argenta, al Centro di educazione ambientale di Mesola, al Museo etnografico del Po a Monticelli D’Ongina, in provincia di Piacenza, al Museo della flora e della fauna a Premilcuore, in provincia di Forlì, e al Museo naturalistico frignanese di Pavullo (Modena).
Dai musei famosi in tutta Europa ai musei minori, ma non meno interessanti, bizzarri e curiosi: a Brescello c’è il Museo di Peppone e don Camillo, il Museo degli Sguardi dedicato alle culture extraeuropee di Rimini. Il Museo dei pittori naïf è a Luzzara (Reggio Emilia), il Museo dei mammiferi della Romagna a Bagno di Romagna, mentre nel porto canale di Cesenatico si può visitare il Museo galleggiante della marineria.