Cinema

Musica e Spettacolo
Marcello Mastroianni e Anita Ekberg,
La Dolce Vita di Federico Fellini, Italia 1960
Questa è una terra che, conoscendo stagioni fredde e lunghe, favorisce i racconti nella veglia delle stalle: il vecchio racconta delle storie, c’è chi si esibisce recitando. Sono inviti al racconto e alla canzone. Sono precise preferenze della fantasia. Lo spettacolo meraviglioso, che desta meraviglia trova qui una delle sue patrie”. Omaggio a Federico Fellini. Nelle sue parole il cuore del cinema emiliano-romagnolo: il meraviglioso e il popolare, il gusto dello spettacolo come gusto della vita. Registi nati nella nostra regione e conosciuti in tutto il mondo hanno puntato la cinepresa sulla loro terra. Dalla Ferrara di Michelangelo Antonioni alla Rimini di Fellini, alla Parma di Bernardo Bertolucci, alla Bologna e agli Appennini di Pupi Avati, alla “bassa” di Cesare Zavattini. A Bologna nasce e si forma anche Pier Paolo Pasolini insieme a Valerio Zurlini, a Carpi Liliana Cavani manifesta il suo dissenso con film come Galileo, a Sant’Arcangelo di Romagna Tonino Guerra scrive la sceneggiatura di Amarcord con Fellini.



Fotogrammi di pellicole restaurate dalla Cineteca Comunale di Bologna E poi ancora Marco Bellocchio, “straniero” in patria piacentina, Gian Vittorio Baldi, Florestano Vancini, Renzo Renzi, Gianfranco Mingozzi, Carlo di Carlo. Nomi di luoghi e di paesaggi si intrecciano in questa “storia emiliano-romagnola” di immagini e di ricordi a testimonianza di una realtà forse unica nel panorama italiano.


Federico Fellini con Marcello Mastroianni


Federico Fellini sul set de I Clowns, 
Italia 1970 
Giulietta Masina, La dolce vita di Federico Fellini, Italia 1960 
Giulietta Masina, La strada di Federico Fellini, 
Italia 1954

Il grande schermo in Emilia-Romagna
Vanessa Redgrave, David Hammings,
Blow up di Michelangelo Antonioni, Italia 1966
Tutto cinema in regione. Le statistiche mettono l’Emilia-Romagna al secondo posto per giorni di spettacolo e numero di biglietti venduti a livello nazionale. L’interesse è molto elevato non solo verso il cinema commerciale, ma anche verso il cinema di qualità, proiettato nelle quaranta sale d’essai e nei cineclub. Bologna ospita una delle maggiori cineteche italiane, quella Comunale, che comprende il cinestudio Lumière e il laboratorio “L’immagine ritrovata” per il restauro delle pellicole.


  L’archivio filmico della cineteca bolognese raccoglie quindicimila pellicole, dal muto al sonoro, ai documentari. Di particolare interesse la collezione del cinema sovietico, la collezione del cinema muto, una delle maggiori in Italia, con circa 200 titoli, la raccolta dei cinegiornali e dei documentari italiani dal 1920 ad oggi e del cinema popolare italiano dagli anni trenta ai sessanta. Rimini rende invece omaggio al grande maestro della “Dolce vita” con la Cineteca Comunale e la Fondazione Federico Fellini, mentre Ferrara ha dedicato a Michelangelo Antonioni un museo per ospitare i suoi dipinti, i manifesti, le locandine, le copie dei suoi film, i manoscritti e l’archivio fotografico. 


Michelangelo Antonioni sul set di Zabriskie Point, USA 1970 Infine, i festival internazionali: in collaborazione con la “Mostra internazionale del cinema libero”, Bologna accoglie ogni anno la rassegna “Il cinema ritrovato”, un vero festival delle cineteche e degli archivi di tutto il mondo, ed un’imponente rassegna biennale dedicata al cinema arabo; mentre Bellaria-Igea Marina ospita l’ormai storica “Anteprima del cinema indipendente italiano”. A Cesena poi, opera da anni il Centro Cinema San Biagio, dotato di una sala d’essai da 140 posti, del più importante archivio video della regione, e di una fornitissima biblioteca specializzata.