Centri storici

 

I retaggi della tradizione
Piazza Maggiore, Bologna
Le città dei Romani, le città d´acqua, le città roccaforte. In pianura, sul Po e sul mare, lungo i crinali dell´Appennino. Ogni piazza, palazzo, centro storico dell´Emilia-Romagna contiene il suo passato. Ma non solo. L´Emilia-Romagna, la prima in classifica per civismo - scrive il politologo Robert Putnam - è ben lungi dall´essere una comunità tradizionale secondo gli schemi classici, il villaggio idealizzato dai ricordi dei nostri vecchi. Anzi, vive il presente come una delle società più moderne, più ricche, più pullulanti di iniziative, più tecnologicamente avanzate che ci siano al mondo. Bologna, la capitale, e le capitali emiliano-romagnole. 


Facciata del Duomo lombardo-gotico, XII-XIII sec., Piacenza Ravenna imperiale, le inquiete Signorie di Romagna, Faenza " piccola Atene tra borghi selvaggi" Ferrara estense, centro della diplomazia e della cultura, Bologna dell´Alma Mater Studiorum da 900 anni, i Ducati di Modena e Reggio, la corte dei Farnese e dei Borboni a Parma e a Piacenza. Ma anche Faenza città del neoclassico e Piacenza città di palazzi, alla riscoperta di nuove letture e di volti diversi delle città emiliano-romagnole. La forma urbis dei centri storici lungo la via Emilia racchiude, infatti, più di un´anima: c´è l´antico orgoglio del ducato, la fierezza della signoria, ma anche l´abitudine a lavorare insieme, la bonomia e la straordinaria capacità di cooperazione.
Raccontare la regione delle città è parlare di aree metropolitane e di piccoli borghi. Ed è parlare di una "strada" regione, di "una conurbazione lunga quanto la già consolare Via Emilia," secondo una definizione dell´urbanista Pierluigi Cervellati, che così scrive: "La città che si ramifica in tutta la Regione, in definitiva, è omologa all´architettura che stratificandosi nel corso dei secoli definisce la città stessa. E l´architettura qui in Emilia-Romagna si esprime nell´orditura dei campi con la medesima intensità che scandisce il paesaggio urbano".


Castello Estense, XIV-XV sec., Ferrara
Complesso monastico di S. Maria di Pomposa: basilica VIII sec., atrio XI sec., Ferrara La storia della pianificazione urbana dell´Emilia-Romagna inizia con i Romani che costruiscono i capisaldi coloniali, Rimini e Piacenza, la centuriazione, la via Emilia e i fori come Forlimpopoli, Forlì, Imola e Reggio Emilia. Successivamente, in corrispondenza delle vallate principali, sorgono altri centri minori come Cesena, Faenza, Fidenza.
Con il Medioevo s´impone la città a misura d´uomo, nel senso di un´urbanistica piegata alle esigenze di vita associata: il portico, signorile, devozionale, funzionale al commercio, prolungamento dell´abitazione verso l´esterno, diventa elemento costante in tutte le città emiliane sin dall´età dei Comuni. Mentre fortificazioni ed edifici di culto, i luoghi del potere, hanno la meglio, soprattutto in Romagna, nello sviluppo degli insediamenti.
Dalla città reale si passa alla città ideale del Rinascimento, di cui rimane unico esempio la Terra del Sole.
L´Ottocento trasforma le mura in viali di circonvallazione, la rivoluzione industriale porta alla corsa sfrenata all´edilizia, il mattone viene sostituito dal cemento, e città e campagna si diversificano sempre di più, anche se in Emilia-Romagna il fenomeno non ha assunto toni così radicali e irreversibili come in altre zone. Una storia di pietre, e di sviluppo urbano, sino alle aree metropolitane dei nostri giorni.

Andar per grandi città, castelli, abbazie e borghi medievali. Itinerari alternativi dell'Emilia-Romagna
Agostino di Duccio, bassorilievo, XV sec
La Rocca, XIII sec.,  Imola
Si parte da Piacenza, con visita nella piazza dei Cavalli e alla cattedrale, la cui prima pietra fu posta nel 1122, per arrivare ad ammirare il tempio malatestiano di Leon Battista Alberti a Rimini. Con soste nei centri maggiori: Parma, città ducale, Reggio nell´Emilia, fondata nel 175 a.C. da M. Emilio Lepido, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì Ravenna. Città d´arte, città "capitali" ma non solo.


Miniature raffiguranti Lanfranci e Matilde di Canossa, XII sec. In Romagna, e soprattutto nella zona pedecollinare tra Piacenza e Parma, si infittiscono i castelli; vicino al mare, nell´abbraccio con il Po, sono tipiche le fondazioni di bonifica, mentre in montagna appaiono all´improvviso borghi di rara bellezza come Castel d´Alfero nel Forlivese e Scola di Vimignano nel Bolognese. Molti sono i percorsi alternativi, magari lungo un unico filo conduttore: la storia, l´arte, il paesaggio. C´è il lungo "sentiero" delle abbazie: Bobbio, in Val di Trebbia, fondata nel 612 per volere del re longobardo Agilulfo, Nonantola, nel Modenese, Pomposa, isolata tra il Po di Goro e il Po di Volano, e Sant´Ellero, vicino a Forlì, sono le più famose e quasi tutte, insieme ai centri abbaziali minori, legate al diffondersi del monachesimo benedettino in regione.
Da Piacenza a Parma, si può visitare la zona dei castelli: partendo magari da Castel San Giovanni, Borgonuovo Val Tidone, sino a San Giorgio Piacentino, passando da Rocca d´Olgisio, Castello di Lisignano, Rivalta Trebbia e Castello di Montechiaro. Alla ricerca delle memorie castellane si può passare anche per la zona matildica dell´Appennino reggiano, tra i fiumi Enza e Secchia, privilegiando la roccaforte di Canossa.


Ponte Gobbo sul fiume Trebbia, IX sec., Bobbio  
Tempio Malatestiano, 1447-50, Rimini Ancora è possibile ammirare antichi centri signorili delle cittadine di pianura, da Cortemaggiore, Busseto, luogo natio di Verdi, Fontanellato, San Secondo, Colorno, capitale estiva farnese e borbonica, con un passaggio anche in centri minori come Sissa, Roccabianca, Zibello. Ci sono poi le località sui percorsi tra Parma e la Liguria: da Fornovo di Taro alla Pieve di Berceto, oppure per Borgo Val di Taro, Compiano, splendido centro medievale e rinascimentale, Bedonia e Santa Maria del Taro. Per eventualmente proseguire a ritroso lungo l’antico tragitto settecentesco per il castello di Bardi, Vernasca, Vigoleno, borgo medievale di alto livello, sino al celebre duomo di Fidenza. Avvicinandosi al mare, l’itinerario delle città della via Emilia, e della sua pedemontana parte da Dozza, toccando le famose rocche quattrocentesche di Imola, Forlì, Forlimpopoli e Cesena. Lungo la via si incontra inoltre la neoclassica Faenza, i centri medievali di Brisighella e Bertinoro e i suggestivi borghi di Longiano e Sant’Arcangelo. E ancora le città d’acqua: dalla medievale e rinascimentale Ferrara alla pittoresca Comacchio, con vista alla zona archeologica di Spina, all’abbazia di Pomposa e al castello di Mesola, con prolungamento sino a Ravenna e alla basilica di Sant’Apollinare in Classe.