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Biblioteche e Archivi

Beni naturali e culturali


Biblioteca Malatestiana, Cesena L’Emilia-Romagna è ricchissima di biblioteche e archivi che conservano e rendono disponibile un patrimonio prezioso, in continua crescita ed evoluzione. Nel Medioevo a Bologna vi erano copisti che lavoravano alle pecie: erano le parti nelle quali - con vero spirito imprenditoriale ante litteram veniva suddivisa l’opera dei maestri perché fosse copiata in contemporanea e destinata agli studenti che da ogni dove si raccoglievano a Bologna. Negli ultimi decenni del XV secolo, furono attivi i tipografi che diffusero ben presto l’arte di Gutenberg e i cui nomi, da Benedetto Faelli, via via fino al ’700 con Bodoni, sono noti anche ai non addetti ai lavori.


  Nei secoli si sviluppò un editoria ricca di figure che crebbero, e ancora crescono, in tanto humus: forte è il legame con il mondo accademico, scolastico e artistico, nello scorrere di nomi quali Zanichelli, Guanda, Franco Maria Ricci, Forni, Pàtron, Il Mulino, Maggioli. È dunque una terra ricca di stimoli culturali ed attenta alla valorizzazione del proprio patrimonio librario e documentario e degli autori che vi sono nati. E ancora vi sono giornali, riviste, periodici di ogni tipo, figurine - famose quelle di Panini - e oggi anche la produzione multimediale: tutte queste espressioni, ora come un tempo, trovano posto e si offrono al pubblico dei lettori nelle stesse biblioteche.


Una fiera internazionale, quella del Libro per Ragazzi, richiama a Bologna operatori e pubblico da tutto il mondo: Emilia-Romagna ancora una volta, attraverso il libro, crocevia di idee e della loro traduzione in parole scritte e disegnate, espressione di servizi in biblioteca ed editoria in continuo rinnovamento e tradizionalmente aperti al mondo.

Le Biblioteche e gli archivi storici in Emilia-Romagna
Biblioteca Universitaria, Aula Magna, Bologna
Le biblioteche in Emilia-Romagna (circa 1300) sono di enti locali, statali, ecclesiastiche e sono ricche di patrimoni immensi. 466 appartengono agli Enti locali territoriali e svolgono una preziosa opera di servizio capillarmente diffuso, raccogliendo da sole un patrimonio di circa 12 milioni di volumi fra antichi e moderni e 84.000 periodici. Di grandissimo interesse, unico esempio di biblioteca antica giunta intatta sino ai nostri giorni, è la Malatestiana di Cesena, voluta da Malatesta Novello nel XV secolo.


Biblioteca Trisi,  Lugo  Biblioteca Classense,  Ravenna Note in tutto il mondo sono poi le biblioteche dell’Archiginnasio e della Sala Borsa di Bologna, la Classense di Ravenna, la Panizzi di Reggio Emilia, l’Ariostea di Ferrara, la Palatina di Parma, la Gambalunga di Rimini, l’Estense di Modena. Tutte raccolgono fondi e lasciti che raccontano il loro legame con la città e la cultura non solo locale.


  Bisogna poi aggiungere gli archivi storici dei Comuni e delle istituzioni culturali e i centri di documentazione che costituiscono parte integrante del patrimonio culturale regionale. Dal 1983, la Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna coordina e attua le scelte di politica bibliotecaria sull’intero territorio e favorisce così l’adozione di standard comuni di catalogazione e di recupero dell’informazione, in conformità alle scelte nazionali ed internazionali; promuove inoltre interventi di riordino e inventariazione negli archivi storici. L’Emilia-Romagna è terra degli archivi di Giosue Carducci, Marino Moretti, Riccardo Bacchelli, Giuseppe Ungaretti, Cesare Zavattini e Luciano Anceschi.